giovedì 18 aprile 2013

Leader si nasce o si diventa?

E' questa una domanda che divide e le divisioni sono nette, i pensieri diametralmente opposti. Chi pensa che leader si nasce approccia al problema in base al paradigma "deterministico". Chi invece pensa che leader si diventa invoca il principio del "libero arbitrio".

Qual è la risposta corretta? Chi ha il giusto approccio alla domanda?

I leader non sono tali né dalla nascita, né vengono costruiti o modellati come tali dall'ambiente o dagli insegnamenti. 

Diventare leader è un processo interno all'individuo che inizia un percorso in autonomia grazie alla libertà che ha di scegliere le migliori risposte. Sono le scelte che compiono che li fanno diventare dei leader.

mercoledì 17 aprile 2013

Non c'è più il Re Sole...

Non c'è più il Re Sole...

... ma molti ancora pensano che il sole giri intorno a loro!

Devono stare sempre al centro dell'attenzione, quando parlano utilizzano spesso il pronome personale "io", ascoltano raramente e parlano ininterrottamente.

Non si rendono conto di essere noiosi, ripetitivi, egocentrici.

Pensano di dire cose importanti e richiamano spesso la tua attenzione. Mentre parli ti interrompono, ma non per dialogare con te, bensì per riprendere il "filotto".


martedì 16 aprile 2013

Evita gli sfortunati...

Ci sono tante persone che hanno avuto sfortuna in alcune circostanze e questa sfortuna non è dipesa direttamente da loro. A queste persone va la mia più grande compassione.

Ve ne sono altre invece che sono nati per attirare la sfortuna e l'infelicità. Questi sono dei veri "supereroi della sfiga": sanno come attirarla ma soprattutto sanno come buttarla addosso agli altri con azioni distruttive ed effetti sconvolgenti.

Le persone infelici hanno un grande potere di contagio sugli altri perché le loro emozioni sono forti e affollano i loro pensieri. 
Il vittimismo è un'arte per loro e ce ne accorgiamo solo quando siamo entrati nella rete e siamo stati contagiati. 

Un solo consiglio: appena capisci di avere di fronte a te un "contaminatore di infelicità" scappa via con qualsiasi scusa, ma scappa a gambe levate.

lunedì 15 aprile 2013

Strategia

Le librerie sono piene di volumi che ci dicono come comportarci per...

Illustri professori ci spiegano come migliorare la catena di approvvigionamento, come sviluppare un vantaggio competitivo, come elaborare un commercio elettronico, ecc.

Questi guru abbinano alle loro esposizioni una serie di dati, di numeri, di combinazioni che dovrebbero facilitarci il compito e garantirci il successo.

Tutto bello ma anche noioso, inoltre portano via tantissimo tempo e rischi di chiudere prima di iniziare un progetto. 

La vita reale è più complessa di qualsiasi ottima simulazione, di tutti gli studi possibili anche se di centinaia di pagine e anni di lavoro.

Mi chiedo, come è possibile che molti imprenditori che hanno avuto successo senza strategie intellettualizzate?

Nella realtà funzionano le cose semplici, la strategia che funziona è una soltanto: decidere una direzione e non lasciarla a nessun costo

domenica 14 aprile 2013

Le trappole del passato e le illusioni del futuro

"Se solo avessi,,,", "ormai è troppo tardi non riesco più a...", "il prossimo mese inizierò...", "ho tutta una vita davanti...".

Quando utilizziamo queste parole siamo intrappolati nel nostro passato oppure illusi del futuro: in entrambi i casi non facciamo la cosa che dovremmo e cioè vivere il presente.

Così finiamo per non assaporare il bello della vita, schiacciati dal rimpianto o speranzosi per il futuro.

Un segreto per vivere una vita felice è vivere nel presente, godere di ciò che abbiamo a disposizione, imparare dal passato e pensare per il futuro: pensa come se vivessi cent'anni e agisci come se morissi oggi.

sabato 13 aprile 2013

Scegli i tuoi clienti prima di tutto


Sembra una cosa ovvia, non è vero? Ogni tipo di clientela ha una sua particolarità, una serie di problemi, di esigenze fisiche e mentali. Ogni tipologia di clientela ha un prezzo in mente che è disposta a pagare, una storia che è disposti ad ascoltare, un periodo di tempo che è disposti a investire.

Ogni tipologia di clientela si differenza dalle altre...

Eppure troppo spesso, prendiamo un prodotto o un servizio e decidiamo che è perfetto per tutti i possibili clienti e lo immettiamo sul mercato, a fare il resto saranno gli acquirenti, se lo comprano bene, altrimenti cambiamo prodotto. Troppo spesso, però, si finisce col fare un buco nell'acqua disperdendo energie.

Ad esempio, il venditore d'auto deve scegliere il tipo di acquirente prima di andare a comprare i biglietti da visita, aprire un salone ed esporre le auto.


"Non è colpa mia, non sono io, anche tu però dovresti..."

"Non è colpa mia, non sono io, anche tu però dovresti..."

Quasi sempre un conflitto tra partner, prospect, clienti, familiari, inizia con queste parole.

Se una persona ti sta manifestando malessere vuol dire che sta male e vuole risolvere il problema, vuole affrontarlo. E noi cosa facciamo? Per tutta risposta gli diciamo che sbaglia! Così facendo abbiamo per la seconda volta
consecutiva detto al nostro interlocutore che è lui il problema, ma ovviamente lui non crede alle nostre parole

Una discussione, quasi sempre, non ha nulla a che fare con l'argomento stesso della discussione bensì con il rispetto, la credibilità degli interlocutori, l'attenzione a cosa e come si dice...

Utilizzando le parole "ma", "però", "tuttavia" allontaniamo il nostro interlocutore e lo portiamo a chiudersi ancora di più e lo invogliamo ad attaccarci.

Al contrario dobbiamo costruire un ponte, una via di comunicazione che ci permetta di ottenere la sua attenzione ed il suo rispetto, solo dopo possiamo persuaderlo di qualcosa o farci ascoltare.

Se si instaura un rapporto di rispetto le posizioni possono avvicinarsi, il dialogo si fa costruttivo, le soluzioni iniziano ad essere a portata di mano.

Quando si chiude questo ponte, al contrario, inizia il conflitto, si perde la considerazione ed il rispetto e le posizioni si allontanano..

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