Henry
Ford nel 1899, dopo essersi licenziato dalla "“Detroit automobile company", affitta un magazzino magazzino di mattoni al n. 81 di Park
Place di Detroit per continuare i suoi esperimenti e per “scoprire che cosa fossero veramente gli affari”.
Capisce che vi è un gap tra le aziende che vogliono "fare soldi" e le aziende che "vogliono costruire qualcosa nell'interesse del pubblico"
Egli scrive: “L’aspetto più sorprendente degli affari quali erano
condotti era la grande importanza data alla finanza e la poca importanza
data al servizio. Questo mi sembrava il rovescio del processo naturale
per cui il denaro deve venire come risultato del lavoro e non
precedere il lavoro”.
“Il secondo aspetto che mi colpì negli affari fu la
generale indifferenza ai migliori metodi di lavorazione fino a tanto che
un prodotto qualsiasi si vendeva e apportava denaro…
Il mio pensiero, allora come oggi, era quello che se un uomo eseguisse a
dovere il suo lavoro, il prezzo che egli ne avrebbe ricavato, il
guadagno e tutte le altre questioni finanziarie si sarebbero messe a
posto da sè e che un’azienda aveva da incominciare in piccole
proporzioni e da svilupparsi gradatamente merce’ i propri redditi, se
non ci fossero redditi, questo doveva costituire un avvertimento al
proprietario”.
Forte di questi suoi convincimenti dice:
“Decisi inoltre che, se non vi fosse mezzo d’avviarmi a quella specie
d’attività’ che io pensavo potersi gestire nell’interesse del pubblico,
io semplicemente avrei rinunciato a qualunque avviamento, giacché la
mia breve esperienza personale, insieme con quello che vedevo succedere
intorno a me, mi dava prove sufficienti che gli affari intesi come un
semplice gioco per guadagnare denaro non meritavano che ci si spendesse
molto pensiero e non erano senz’altro il posto per un uomo che aveva l’intimo bisogno di compiere qualche cosa. Non
mi parve quella la giusta via per far denaro. E ancora aspetto che
mi si dimostri essere quella la giusta via. Il solo fondamento di una
industria reale, io insisto, e’ che essa renda servizio”.
INSEGNAMENTO: C’e’ un sottile pericolo in un
uomo il quale pensi di essersi “messo a posto” per tutta la vita. Cio’
significa che al prossimo giro della ruota del progresso egli sara’
buttato fuori”.
Henry ford è un uomo che guarda avanti, a cui non piace lo status quo e traccia la sua personale linea innovativa:
“Gli uomini d’affari vanno in rovina insieme
con le loro imprese perché amano le vecchie vie al punto da non sapersi
risolvere a cambiarle. Li si trova da ogni parte codesti uomini
che non sanno che ieri e’ passato, e che si son destati anche questa
mattina con le loro idee dell’anno scorso, potrebbe quasi iscriversi
come una formula che quando un uomo incomincia a pensare d’aver
trovato il suo metodo, egli farebbe meglio a incominciare un piu’
investigativo esame di se’ per scoprire se qualche parte del suo
cervello non sia andata a dormire. C’e’ un sottile pericolo in un
uomo il quale pensi di essersi “messo a posto” per tutta la vita. Cio’
significa che al prossimo giro della ruota del progresso egli sara’
buttato fuori”.
INSEGNAMENTO: Gli uomini hanno bisogno di essere liberi per lavorare.
“L’influenza del denaro – la pressione per ricavar profitto da
un’investizione di capitale - e la trascuranza e l’indebolimento del
lavoro che ne conseguono e si riflettono quindi sui servizi, mi si
rivelarono in molte guise, essere alla radice della maggior parte degli
inconvenienti. Erano la causa dei bassi salari: giacche’ se il lavoro non e’ ben diretto, non si possono pagare alte mercedi. E
se tutta l’attenzione non e’ concentrata sul lavoro, esso non puo’
essere ben diretto. La maggior parte degli uomini hanno bisogno di
essere liberi per lavorare: col sistema vigente essi non potevano
essere liberi. Durante il mio primo esperimento io non ero libero; non
potevo dare pieno svolgimento alle mie idee. Ogni cosa doveva essere
concepita per far denaro; l’ultima considerazione era il lavoro. E il
lato piu’ curioso di tutto cio’ era l’insistenza nel predicare che era
il denaro e non il lavoro quello che contava. Nessuno era colpito
dall’assurdità’ che il denaro avesse la precedenza sul lavoro, sebbene
ognuno dovesse ammettere che dal lavoro doveva venire il guadagno,
pareva si desiderasse trovare una scorciatoia per il denaro e passare
per quella che si presentava piu’ ovvia: cioe’ attraverso il lavoro”.
In quel piccolo magazzino Henry Ford fa una lunga e profonda riflessione sull'attuale sistema lavorativo e rafforza la sua persoanle visione. Qui prendono vita i valori imprenditoriali, la mission della futura Ford Motor Company, qui nase la sua personalissima nuova business idea.
La sua strategia è chiara e vuole:
- produrre un’automobile buona a
basso prezzo, abbinata a un servizio continuo per il cliente;
- trovare metodi di produzione e
distribuzione radicalmente diversi e innovativi risperro a quelli dominanti.
Questo è il passo decisivo, Henry Ford da bruco meccanico si trasforma in farfalla imprenditore.