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lunedì 19 agosto 2024

Cosa rende davvero una persona speciale?

Speciale è chi sa ascoltare le tue paure e le trasforma in coraggio. 

Non servono grandi gesti o parole complicate, basta la presenza di chi sa stare accanto a te nei momenti difficili, chi non ti giudica ma ti comprende. 

Quelle persone rare che, anziché fuggire di fronte alle tue fragilità, le accolgono e le trasformano in forza.

Il vero coraggio non è l’assenza di paura, ma la capacità di affrontarla grazie a chi ci sostiene. 

Avere qualcuno che riesce a vedere oltre le nostre insicurezze e ci ricorda che, anche nei momenti più bui, abbiamo dentro di noi la forza per andare avanti... è questo che rende una persona davvero speciale.


#AikidoMentale #ForzaInteriore #Coraggio #RelazioniSpeciali

domenica 22 marzo 2015

I Neuroni Specchio hanno rivoluzionato il concetto di percezione e ci spiegano perché non dobbiamo aver paura della tecnologia.

La scoperta dei neuroni specchio ha rivoluzionato il concetto di percezione che avevamo prima degli anni novanta.

E' stata una scoperta importantissima, a farla sono stati degli studiosi italiani dell'università di Parma.

Per secoli abbiamo separato il concetto di mente da quello di corpo, l'azione dalla percezione..

Grazie a questa scoperta abbiamo invece riavvicinato il corpo alla mente e sappiamo quanto è importante il corpo per la coscienza, il pensiero e il linguaggio.

I neuroni specchio vengono attivati non soltanto dalle azione ma anche dalle sensazioni e emozioni. Vittorio Gallese, medico del team di Parma che ha fatto questa importante scoperta, parla di "simulazione incarnata" definendola il meccanismo del nostro cervello che ci mette in relazione con gli altri.

Dal pensiero, quindi passiamo a una vera e propria introspezione: noi non ci limitiamo a osservare un atteggiamento di altre persone e a pensarlo, bensì lo simuliamo dentro di noi con l'attivazione dei neuroni specchio.

Veniamo allora alla domanda cruciale: la tecnologia altera il funzionamento della comunicazione e relazione con gli altri?

Noi partiamo dal fatto che dividiamo il mondo reale da quello immaginario, in effetti però per il cervello vedere o immaginare, sentire un'emozione o immaginarla è quasi la stessa cosa: ad attivarsi sono quasi gli stessi circuiti cerebrali. Demonizzare la tecnologia è un errore, al pari del non riconoscere altri importanti scoperte del passato come radio, cinema, tv, ecc.

Se ne sono accorti anche gli uomini di marketing che sanno sfruttare bene questa capacità del cervello umano di rivivere internamente, tramite l'attivazione di processi cerebrali, le emozioni e le sensazioni scatenanti. Il neuromarketing sta sempre di più affilando le armi per farci prendere decisioni, indurci all'azione, ecc.

Come difendersi se queste attivazioni sono spontanee? Possiamo farlo portando gli impulsi a un livello superiore di pensiero, attivando la parte razionale tramite un processo di pensiero che riconosce l'emozione che stiamo vivendo, l'attenua e la indirizza verso decisioni per noi più potenzianti. L'Aikido Mentale può aiutarci perché interviene proprio quando un'emozione monta. E' un'arma della nostra intelligenza emotiva che dobbiamo imparare a padroneggiare per eccellere nella vita.

sabato 10 maggio 2014

Aikido Mentale vs Controllo Mentale

L'aikido Mentale amplia le scelte percettive, mentre il controllo mentale tende a limitarle
Aikido Mentale vs Controllo Mentale
La teoria del controllo mentale è composta di quattro livelli base di percezione e influenza. Ad ogni livello l’informazione che si trasmette si fa più complessa.

Il primo livello è molto superficiale, è quello in cui lo stimolo incontra i sensi e le persone reagiscono a ciò che percepiscono. A livello di manipolazione ciò significa limitare la persona a ciò che percepisce con i cinque sensi in modo che faccia delle deduzioni basandosi solo su quelle informazioni senza procedere con ulteriori accertamenti. Molte religioni operano a questo livello di percezione. Per influenzarci, ci presentano tutto ciò che percepiamo come desiderabile. 

Al primo livello abbiamo un’informazione binaria (0 e 1), tutto o niente, bello o brutto, bianco o nero, vero o falso. A questo livello  l’informazione è limitata. Infatti, ha a disposizione solo una variabile. In particolare i culti religiosi sfruttano questo livello per informare gli adepti in maniera binaria: noi/loro, morale/amorale, giusto/sbagliato. Anche in politica è usato spesso questo livello di informazione verso gli elettori e verso gli adepti: scelta di campo, o di qua o di là!

Al secondo livello tentiamo di spiegare il significato di uno stimolo sensoriale. Cioè iniziamo a entrare nel merito delle cose, a verificare se esperienze precedenti possano o meno aiutarci nella comprensione. Chi vuole influenzarci, ci indica con chiarezza il significato che lui stesso attribuisce all'evento e ce lo spiega nei minimi dettagli. A questo livello l’informazione ha più opzioni; un’azione non è buona/cattiva ma migliore/peggiore. Non va oltre, non ci dice cioè di quanto sia migliore o peggiore e rispetto a cosa, ma ci dice soltanto che lo è.

Al terzo livello diamo un significato soggettivo all'informazione ricevuta. La cataloghiamo e le diamo un significato in base alle nostre convinzioni. Chi vuole manipolarci a questo livello, crea un’associazione con l’esperienza basandosi sull'esperienza precedente, utilizzando degli schemi linguistici specifici. L’informazione ci viene fornita su una scala da zero a cento, oppure da nulla a tanto. In questo caso, una data cosa può essere abbastanza buona o abbastanza cattiva, viene classificata su valori graduati definiti dalla fonte di comunicazione.

Al quarto livello di percezione, agli stimoli esterni ricevuti associamo delle emozioni. A questo livello le abitudini prendono il sopravvento. Ci sentiamo emotivamente coinvolti. È a questo livello che la maggior parte dei manipolatori agisce, in quanto fa leva sulle nostre emozioni. A questo livello l’informazione diventa complessa. Le variabili sono tante e non si muovono più lungo una scala graduata a una sola dimensione.

La maggior parte delle persone non conosce questi livelli di percezione, o se li conosce per esperienza non è in grado di classificarli. Al contrario, i politici, i banchieri, i militari, gli uomini di marketing, i pubblicitari, li conoscono benissimo e li utilizzano per veicolare le informazioni a loro piacimento. Si muovono lungo questi quattro livelli togliendo o aggiungendo informazioni. Anche noi, molte volte inconsapevolmente, ci muoviamo lungo questi livelli. Quante volte ti è capitato di discutere con un amico che era fossilizzato al primo livello e tu
per convincerlo gli fornivi ulteriori elementi di riflessione?

AIKIDO MENTALE vs CONTROLLO MENTALE

di Angelo Emidio Lupo
Articolo tratto da Aikido Mentale
Nel metodo aikido mentale, il primo passo altro non è che un continuo passaggio tra i vari livelli. Se qualcosa ci fa arrabbiare, riflettere prima di agire è un atto metacognitivo e ci permette di mettere in relazione lo stimolo ricevuto con l’emozione suscitata. Rielaboriamo l’informazione, la mettiamo a confronto con il nostro sistema di credenze, cerchiamo una strada alternativa da poter sfruttare a nostro vantaggio. Al contrario i manipolatori si muovono lungo i livelli, ma per lo più in un’unica direzione, verso l’informazione binaria.

La differenza tra l’aikido mentale e il controllo mentale sta nel fatto che il primo aiuta una persona a passare da una scelta più ristretta a una scelta più ampia, in termini di prospettiva, e aiuta la persona a ricercare uno stato di benessere. Il secondo è interessato a raggiungere dei risultati: ottenere il voto, vendere un prodotto, avvicinare una persona a un nuovo culto religioso ecc. Per tale motivo le prospettive vengono ampliate o ridotte solo ed esclusivamente con scopi utilitaristici.

Ad esempio, quando cerchiamo di imparare una lingua, ci sforziamo di capire il significato delle parole che vengono pronunciate (informazione binaria). Quando facciamo dei progressi iniziamo a capire non solo le singole parole ma anche i concetti, sicché la conversazione inizia a essere per noi interessante (informazione migliore/peggiore). Le parole, da semplici suoni, vengono associate a concetti e destano in noi maggiore interesse (informazione su scala). Iniziamo così a chiederci quali effetti possano avere quelle parole su di noi e come possiamo usare queste informazioni per ottenere dei cambiamenti nella nostra vita.

lunedì 10 febbraio 2014

Ti hanno mai preso per il cervello? Le scorciatoie mentali...

La sempre crescente diffusione dei tagliandi di sconto ha, nel tempo, prodotto in noi dei comportamenti automatici.

Cosa ci aspettiamo da essi? Perché ne facciamo ricorso senza considerarne veramente il vantaggio?

Il prezzo da solo è diventato un sinonimo di qualità; basta solo il prezzo per mettere in moto i nostri automatismi appresi durante l'arco della nostra esistenza. A darci una mano ci vengono incontro tanti detti: "Poco paghi, poco hai", "Se vuoi spendere di meno, spendi di più", ecc.

Dagli sconti noi ci aspettiamo che ci rendano un doppio servigio:
  1. ci fanno risparmiare soldi;
  2. ci fanno risparmiare tempo e energia mentale,

Ecco i motivi per cui adoperiamo queste scorciatoie mentali: cerchiamo un risparmio economico, ma cosa più importante e per noi pericolosa, cerchiamo un risparmio cerebrale

Può sembrare strano il fatto che ricorriamo così spesso a queste scorciatoie mentali ma che non ne siamo coscienti. Pensiamo di fare sempre una scelta ponderata e razionale, invece siamo vittime del nostro cervello. 
Chi conosce questi meccanismi sa come azionarli e come farci agire in base al loro tornaconto. 
Possiamo disinnescare questi processi mentali automatici? La risposta è si e se ti interessa leggi il mio libro "Aikido Mentale", una tecnica da me ideata per fronteggiare i manipolatori e imparare a gestire le emozioni. 


domenica 2 febbraio 2014

Cosa vogliamo o cosa non vogliamo?

timore e aspirazion
Timore e aspirazione
Alla domanda "cosa vuoi?" spesso sentiamo rispondere con un "non voglio..." sembra quasi che le visioni negative primeggiano nella nostra mente e probabilmente sono più comuni delle visioni positive.

Tutto ciò che gira intorno a noi pone al centro dell'attenzione la negatività anziché la positività. Sentiamo spesso dire frasi tipo "lotta alla droga", "guerra alla criminalità",  "lotta all'evasione fiscale", "lotta all'assenteismo", ecc.

Pensare in maniera negativa ci limita pesantemente almeno per tre motivi:
  1. l'energia che potremmo utilizzare per creare qualcosa di nuovo viene indirizzata per preservare il presente e prevenire qualcosa che non vorremmo mai accadesse;
  2. la negatività trasmette un messaggio sottile di impotenza e frena l'azione;
  3. le visioni negative hanno poca durata e svaniscono con l'affievolirsi della minaccia.

Ogni persona e ogni organizzazione può decidere di abbeverarsi a due fonti: quella del TIMORE e quella dell'ASPIRAZIONE. Il timore ha alla base la visione negativa e può produrre dei cambiamenti importanti ma per un breve periodo. L'aspirazione trae potenza dalla visione positiva e produce nel tempo stimolo, crescita e apprendimento continuo.

mercoledì 1 gennaio 2014

Come scrivere una frase obiettivo

Siamo a inizio anno e come ogni inizio d'anno siamo pieni di buoni propositi, fissiamo degli obiettivi, programmiamo dei piani strategici. Ma sappiamo come va formulato correttamente un obiettivo?

Quasi tutte queste buone intenzioni non riusciamo però a trasformarle in realtà, ci proviamo, poi ci riproviamo, ma non otteniamo risultati e allora pensiamo che è tutto inutile. 

Ciò accade perché non sappiamo formulare i nostri obiettivi in maniera corretta. Per aiutarvi vi riporto un passo del mio e-book "Fare carriera in 7 giorni".

"Inizia a fissare il tuo obiettivo a lungo termine: cosa farai fra cinque anni, e fra dieci? Non ci hai mai pensato? Non preoccuparti, sei in buona compagnia: tanti falliscono perché non hanno un piano di sviluppo personale, sono in balia delle emergenze quotidiane, viaggiano a vista, senza inserire il pilota automatico, perché non sanno che direzione prendere. Ma tu oggi puoi cambiare rotta e dirigerti verso il tuo sogno. Ogni tuo sforzo deve essere teso al raggiungimento del tuo obiettivo. Non aver paura di esprimere un obiettivo ambizioso: parliamo del tuo sogno e come tale non ha limiti.

Il tuo obiettivo lo devi esprimere in maniera positiva, dire «Non voglio più fare questo lavoro» non è un vero obiettivo. «Voglio dirigere il settore marketing» invece è un obiettivo, ma va espresso con maggiore dettaglio per essere ben definito. Se dici «Voglio guadagnare di più», l’obiettivo è posto in positivo però è generico e un obiettivo per essere tale deve essere specifico. Altra caratteristica è la misurabilità; se fai o no dei progressi devi saperlo, devi poter intervenire in corso d’opera e aggiustare il tiro. Deve essere attraente, perché nei giorni difficili la motivazione gioca un ruolo fondamentale per non farti abbandonare il tutto. Nel porti l’obiettivo devi sognare, ma allo stesso tempo devi pensare se è un obiettivo raggiungibile, sfidante sì ma anche e soprattutto raggiungibile. Nel fissare un obiettivo tieni sempre conto del fattore tempo. In quanto tempo vuoi raggiungere il tuo obiettivo? Se trascuri il fattore tempo, l’obiettivo si trasforma in un buon proposito. La gente è piena di buoni propositi, ma vuota di disciplina e tenacia.
Fare Carriera in 7 Giorni
Un obiettivo quindi deve essere innanzitutto ben formulato. Ecco un esempio: «Voglio scrivere un ebook su come fare carriera, di circa duecentoventi pagine (Semplice), in cui trasmetto la mia esperienza diretta al lettore (Misurabile), da terminare entro la fine dell’estate (Tempo). Questo mi porterà maggiore visibilità professionale (Attraente) nel mio settore come consulente di management, impegnandomi solo qualche ora al giorno (Raggiungibile) senza rubare tempo al lavoro quotidiano».

Ora che hai scritto la tua frase obiettivo a lungo termine, passa al vaglio gli obiettivi a breve e medio termine. Questi devono essere una conseguenza dell’obiettivo a lungo termine. Quanto dura il breve periodo dipende da te. Intanto in questo periodo dovresti inserire i lavori da svolgere, le scadenze, le azioni quotidiane. 
Nel medio termine dovresti inserire i progetti da formulare, le pianificazioni da intraprendere. Devi passare dal lavoro da eseguire a quello da pianificare. Ricorda sempre che devi essere flessibile; per quanto puoi programmare la tua vita futura, il mondo è così articolato che dovrai forzatamente fare delle pause, prepararti meglio, cambiare strada, finché non arriverai all'obiettivo. Le strategie esistono anche per essere variate, riviste, cambiate del tutto."


giovedì 5 dicembre 2013

Bruno Editore intervista Angelo Emidio Lupo

4 Chiacchiere con Angelo Emidio Lupo, autore di Aikido Mentale

Angelo Emidio LupoPuò raccontare in breve ai nostri lettori di cosa si occupa?
Sono il responsabile commerciale del concessionario Ford più grande d’Italia. Cerco costantemente di migliorare i processi lavorativi e produttivi, ma soprattutto lavoro sul miglioramento dell’unica risorsa indispensabile: gli uomini. Da sempre sono appassionato di formazionemi aggiorno costantemente su argomenti quali management, marketing, vendita, leadership. Questa passione mi ha condotto a realizzare il Blog “Crescita personale e professionale” presente sulle principali piattaforme social. La terza area di interesse è il web. Ho ideato e lanciato siti come grattaevinci, aho, dealer4you.
Com’è nata l’idea di questo ebook?
Mi sono sempre chiesto “Perché alcune persone di fronte allo stesso problema, reagiscono in maniera diversa?” Alcuni si arrabbiano, sbraitano, urlano, mentre altri mantengono la calma. Chi dei due ha la migliore riposta al problema? Perché ogni giorno mettiamo in atto determinate azioni e ne scartiamo razionalmente ed emotivamente altre? La decisione che prendiamo per rispondere a un problema delinea la qualità della nostra vita. Decidere è un grande potere ma non sappiamo controllarlo, nessuno ci ha insegnato a farlo. Ci troviamo così a prendere decisioni su basi infondate, su preconcetti, su abitudini e attitudini fuorvianti. Questo grande potere lo buttiamo via per la nostra deleteria attitudine a credere in cose che non conosciamo veramente. L’ebook nasce per rispondere a queste domande, per cercare un metodo di facile e veloce applicazione sia per farci prendere le giuste decisioni, sia per imparare a difenderci dalle persone negative, quelle che nell’ebook definisco “i killer psicologici”, che ogni giorno si armano di proiettili psicologici per colpirci alla prima occasione utile.
A chi è indirizzato?
E’ indirizzato a tutti coloro che vogliono raggiungere uno stato dinamico di benessere psicologico. che vogliono prendere le decisioni senza essere condizionati se non dai propri valori e principi di vita. I politici, i media, le religioni, gli uomini di marketing, i collaboratori, gli amici, i familiari, chi in buona, chi in cattiva fede, cercano tutti indurci a decidere secondo le loro esigenze, creando in noi emozioni fuorvianti. L’Aikido Mentale, interviene proprio nel momento in cui un’emozione monta. Questo metodo ci aiuta a controllare le emozioni che possono portarci a decisioni sbagliate procurando un senso di malessere psicologico.
Come descriverebbe il suo ebook in 3 aggettivi?aikido
Trattando l’argomento delle emozioni direi che il primo aggettivo che mi viene in mente è “emozionante”. Il secondo aggettivo è “equilibrato” come le decisioni che saremo in grado di prendere applicando questo semplice metodo. Infine “positivo” perché elimina le negatività sul nascere sia quelle che nascono da noi stessi, sia quelle che ci vengono inculcate da persone esterne.
C’è stato un libro che ha segnato in particolare la sua formazione?
E’ una risposta difficile, da circa 20 anni leggo almeno 6 libri al mese, ognuno di essi mi fa crescere, mi migliora. Sono così tanti i concetti che ho letto in questi anni che a volte faccio confusione nel ricordare su quale libro li ho letti. D’istinto mi viene da rispondere che il libro più bello sarà il prossimo che leggerò.
Ci svela 3 segreti racchiusi nel suo ebook?
Il primo segreto sta nel capire che emozione e ragione non sono tra di loro antagoniste ma costituiscono un connubio perfetto per farci prendere decisioni sagge. Il secondo segreto sta nell’applicare il facile metodo dell’aikido mentale per essere pronti in situazioni di difficoltà sia emotiva che razionale. L’ultimo segreto sta nel fatto che di fronte a un problema occorre imparare a trovare più soluzioni alternative tra di loro.
Per concludere: perché comprare il suo ebook?
Rispondo con un feedback di un lettore: “Stentavo a crederci che esistesse un AIKIDO della Mente, comunque l’ebook tratta di positività e di come combattere il pensiero negativo con l’arte marziale mentale, che forse è il mezzo più potente per gestire le emozioni e difendersi dalle persone fortemente negative.. o yeah !!!!” Gli argomenti di questo corso digitale in formato ebook sono i seguenti, succulenti e prelibati, assolutamente da approfondire: emozione e ragione: il connubio perfetto, come sviluppare il metodo Aikido Mentale, come allontanare i persuasori psicologici. Lo consiglio agli Psicologi e Psichiatri”.
A cura di Angelo Emidio Lupo autore di Aikido Mentale
- See more at: http://www.giacomobruno.it/index.php/2013/12/04/4-chiacchiere-con-angelo-emidio-lupo-autore-di-aikido-mentale/#sthash.4C10WXMR.dpuf

mercoledì 27 novembre 2013

Salti d'astrazione, come l'Aikido Mentale aiuta a disinnescarli.

La mente viaggia a una velocità tale che saltiamo a generalizzazioni così velocemente da non verificarne i significati. 

Ci illudiamo di essere in grado di gestire grandi quantità di informazioni concrete e tra di loro relazionate. 

Di fronte a grandi quantità di dati, difficilmente riusciamo a ricordarli tutti nel dettaglio, ma riusciamo invece a astrarli, categorizzarli.

I salti d'astrazione hanno luogo quando deduciamo senza verificare la correttezza del concetto che esprimiamo. 

Compiamo salti d'astrazione quando trattiamo i presupposti come se fossero dei fatti.

Ad esempio, solitamente nelle reti commerciali, l'unica arma che viene utilizzata è l'abbattimento del prezzo. il luogo comune dominante è: il cliente compra il prezzo, non il servizio. Da questo salto d'astrazione possiamo poi costruirne altri ad esso collegato. Quindi se il solo fattore a determinare una vendita è dato dal prezzo, verranno respinti tutti i tentativi di apportare al cliente un miglior servizio e fargli vivere una esperienza più emozionante. 

E' importante quindi capire quando compiamo salti d'astrazione, che potremmo chiamare anche generalizzazioni. Ma soprattutto è importante capire come disinnescare questo processo mentale.

Ci viene in soccorso il metodo Aikido Mentale, facile da apprendere e veloce da applicare. Al seguente link potrai scaricare il primo capitolo gratuitamente.

martedì 29 ottobre 2013

I luoghi comuni vestono la mediocrità...

I luoghi comuni non comunicano nulla, solitamente vengono utilizzati per creare simpatia nell'interlocutore o per sfuggire da concetti precisi e dettagliati.

Alcune persone li utilizzano per comodità, perché come diceva Henry Ford "pensare è una delle cose più difficili", altre invece lo li utilizzano per distogliere l'interlocutore dal contenuto della comunicazione.

Ragionare per luoghi comuni ci porta alla mediocrità, infatti se andiamo in profondità e analizziamo un problema, ci accorgiamo che la specificità di un fatto non lascia posto per luoghi comuni.

Tendenzialmente siamo pigri e per questo motivo siamo portati ad utilizzare frasi e detti comunemente condivisi. Essere specifici significa pensare, riflettere, ponderare, valutare, pesare... essere specifici significa far lavorare il cervello, andare oltre il comune sentire.

Per uscire da questa spirale dobbiamo fare forza su noi stessi, dobbiamo acquisire e sviluppare la capacità di riflessione interna. Se vuoi approfondire fai click su Aikido Mentale

Aikido Mentale è un metodo che ho ideato per difendersi dalle persone negative e per gestire le proprie emozioni, questo metodo è utile anche per superare i luoghi comuni


mercoledì 16 ottobre 2013

Hai paura di fallire o di riuscire?

Vi sono due tipi di paure: quella di fallire e quelle di riuscire.
Entrambe sono inutili!

Il primo tipo di paura è come viaggiare in auto e coprirsi gli occhi con le mani anziché guardare avanti e manovrare il volante.

Faresti mai una cosa del genere? Penso proprio di no! E allora, perché dovresti farlo nella vita?

Veniamo al secondo tipo di paura, quella più infima, quella che sovviene quando stiamo per agire. 

La risposta la lascio a Nelson Mandela.
«La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è di essere potenti oltre misura. È la nostra Luce, non le nostre Tenebre, ciò che più ci spaventa. Ci domandiamo: chi sono io per essere brillante, splendido, ricco di talento, favoloso? In realtà, chi NON devi essere? Sei un figlio di Dio. Farti piccolo non serve al Mondo. Non vi è nulla di illuminante nel restringersi cosicché gli altri attorno a te non si sentano insicuri. Noi siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi. Non è soltanto in alcuni di noi; è in tutti. Facendo brillare la nostra Luce, inconsciamente diamo agli altri il permesso di fare lo stesso. Mentre noi ci liberiamo della nostra paura, la nostra presenza automaticamente libera gli altri».

venerdì 13 settembre 2013

I problemi vanno affrontati

Capita spesso che commettiamo degli errori. Alcuni reagiscono malamente e non perseguono più un obiettivo, altri invece si ostinano e vanno avanti.

L'errore fa parte della vita e non possiamo eliminarlo, occorre invece imparare a conviverci. Più ci prepariamo ad affrontarli meglio riusciremo a uscirne e risolvere la situazione.

Quando ci capita un problema anziché infuriarci e farci prendere dall'onda emotiva riflettiamo con calma, diciamoci pure che "avremmo dovuto prevederlo". L'atteggiamento giusto è quello della flessibilità: la migliore risposta è adattarsi alla situazione senza tanti problemi. 

Fatto ciò dobbiamo anche imparare da tutto ciò e capire come avremmo potuto evitarlo per innescare un processo di miglioramento che ci permetterà di commettere sempre meno errori in futuro. 

martedì 27 agosto 2013

Dialettica: l'arte di ottenere ragione...

In quanti ci siamo imbattuti in un confronto dialettico? In quanti  ci siamo presi la ragione pur sapendo che avevamo torto?

In un confronto dialettico dovremmo cercare la verità, invece ci chiudiamo a riccio e portiamo avanti le nostre tesi. 

In realtà la "verità oggettiva" (qualora esistesse) e la percezione di essa sono due cose ben distinte e separate: per queto motivo capita che si può aver ragione ma gli ascoltatori percepiscono che abbiamo torto perché il nostro avversario ha saputo utilizzare bene la tecnica della dialettica. La dialettica fa perno proprio sulla percezione della realtà e ne altera i contenuti.

Accade quando il nostro interlocutore confuta una prova che sorregge la nostra affermazione e così in automatico sminuisce la nostra affermazione sia ai nostri occhi che a quelli degli altri.

Un bellissimo esempio lo trovi in questo spezzone del film Thank you for smoking - Il miglior gelato.


giovedì 18 luglio 2013

Le conseguenze dei nostri errori...

Nel post "Sei proattvo o reattivo" abbiamo affrontato i due concetti di Sfera d'influenza e Sfera di coinvolgimento

Però, prima di focalizzarci sulla nostra sfera d'influenza occorre tenere ben a mente due concetti: le conseguenze e gli errori.

Noi come uomini siamo liberi di agire, di operare le nostre scelte, ma non ne controlliamo le conseguenze. Possiamo solo prevederle ma non riusciamo a controllarle. Ad esempio se decidiamo di condurre una vita all'insegna del sotterfugio, agiamo in maniera disonesta con i nostri clienti, le conseguenze saranno diverse se veniamo scoperti o meno.

Le scelte che operiamo e che ci portano a conseguenze negative per noi le chiamiamo errori. Sono quelle scelte che se potessimo rifare le cambieremmo. Gli errori del passato sono situate nella nostra sfera di coinvolgimento e quindi non possiamo farci nulla, non possiamo cambiarli nè controllarli, però possiamo imparare da essi per correggerci ed evitare in futuro nuovi errori dello stesso tipo. 

Riconoscere i propri errori fa parte di un carattere proattivo, mentre non riconoscere i propri errori porta la persona all'autoinganno, alla giustificazione, alla reattività. E' questo un errore di grado molto alto che spesso ci porta a fare ricorso a quelle che vengono definite le "menzogne razionali".

Quindi la qualità della nostra vita non dipende dagli errori che commettiamo, bensì dalla risposta che diamo ad essi: siamo liberi di scegliere le nostre azioni ma non ne conosciamo le conseguenze ma dagli errori possiamo apprendere.

mercoledì 26 giugno 2013

Il falso mito della rappresentanza nelle democrazie

L'articolo 1 della Costituziona Italiana recita: "La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione".

Ma quali sono i limiti che impone la costituzione? E' possibile esercitare una sovranità con dei limiti? Inoltre, come fanno circa 50 milioni di persone a esercitare la sovranità riunendosi in assemblea?

Il metodo più utilizzato è quello detto di "rapresentanza" cioè il popolo sovrano attribuisce poteri di decisione a organi costituzionali che vengono eletti dai cittadini italiani. Questi organi, forti del voto, prendono decisioni in nome del popolo italiano.

Ma questa rappresentanza politica ha veramente radici nella realtà o è solo una trovata ideologica?

In realtà, cos'è la rappresentanza? Cosa succede quando il decido di farmi rappresentare da un'altra persona in un affare privato?

Se ad esempio voglio vendere un bene e indico a rappresentarmi una terza persona, questa rappresentanza produce per me effetti giuridici sia a mio favore che a mio discapito. Per questo motivo io do al mio rappresentante delle indicazioni precise che dovrà seguire pena l'invalidità degli atti da lui compiuti. Cioè il rappresentante non potrà agire fuori dal mandato che gli ho conferito.

Cosa succede invece nel caso politico? I politici hanno dei poteri che sono fissati direttamente dalla Costituzione e dalle leggi (che loro stessi promulgano) che non vengono conferiti dal popolo. Non solo, oggi come oggi, chi elegge i politici non può scegliere tra 50 milioni di persone ma deve farlo in base ad una ristretta rosa decisa da un segretario di partito. A queste persone il cittadino non può dare un incarico preciso e definirne ipoteri. 

L'art. 67 della Costituzione Italiana  dice che "ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Da notare che "rappresenta la nazione", nemmeno il popolo.

Noi popolo italiano siamo uno strano sovrano: ci limitiamo a scegliere coloro che eserciteranno il potere tra un o sparuto gruppo di persone, nominati da un capo di partito, senza poi poterli né controllare, né indirizzare.

Anche un altro fattore è molto importante in questo comuffamento di rappresentanza: il tempo. Noi popolo italiano possiamo avvalerci della nostra sovranità ogni cinque anni.

Ecco perché le leggi elettorali sono importanti e anziché andare in piazza per la squadra del cuore, dovremmo andare in piazza per far valere i nostri diritti.

venerdì 21 giugno 2013

Decidere è un grande potere


Ti sei mai chiesto perché due persone, di fronte allo stesso problema, reagiscono in maniera diversa? Perché uno si arrabbia, sbraita, urla, mentre l’altro mantiene la calma?
Se la domanda ti incuriosisce continua a leggere per scoprire perché ciò accade.
La decisione che prendiamo per rispondere a un problema delinea la qualità della nostra vita. Decidere è un grande potere ma non sappiamo controllarlo, nessuno ci ha insegnato a farlo. Ci troviamo così a prendere decisioni su basi infondate, su preconcetti, su abitudini e attitudini fuorvianti. Questo grande potere lo buttiamo via per la nostra deleteria attitudine a credere in cose che non conosciamo affatto.
I politici, i media, le religioni, gli uomini di marketing, i collaboratori, gli amici, i familiari, chi in buona, chi in cattiva fede, cercano tutti di indurci a decidere secondo le loro esigenze.
Cadere in queste trappole è facile: fanno tutte leva sulle nostre emozioni. Le emozioni sono più veloci del pensiero razionale e ci impongono una reazione istantanea. La nostra parte emotiva guida le decisioni che prendiamo giornalmente in stretta sinergia con quella razionale. Questo connubio crea e libera in noi energie immense: sta poi a noi indirizzarle nella giusta direzione. Queste energie possono ritornarci utili o limitarci nella nostra esistenza quotidiana.
L’Aikido Mentale, interviene proprio nel momento in cui un’emozione monta. Questo metodo ti aiuta a controllare le emozioni che possono portarti a decisioni sbagliate procurando un senso di malessere psicologico

Con l'audiocorso Aikido Mentale imparerai a rielaborare le emozioni indirizzandole nella direzione per te più potenziante, ti abituerai a ottimizzare la circolazione emotiva. Imparerai a equilibrare le emozioni sia penose che esaltanti, per raggiungere uno stato dinamico di benessere psicologico.

Clicca qui per saperne di più: 

giovedì 20 giugno 2013

E' un semaforo o una rotonda?


A primo acchito potrebbe sembrare una domanda retorica, frivola e priva di significato. Una di quelle domande che lasciano a bocca aperta. Quando pongo questa domanda, durante un colloquio di lavoro o durante una discussione con amici, mi accorgo che lascio il mio interlocutore interdetto.
A me serve sia per interrompere il modulo del soggetto con il quale parlo, sia per approfondire l'argomento.
E' un metodo che ho adottato soprattutto per capire se la soluzione che ho trovato al problema è valida o meno.
Quando ho un problema cerco solitamente tre soluzioni diverse. Poi le analizzo una per una e, infine, per sceglierne una mi pongo la seguente domanda: è un semaforo o una rotonda?
Se la soluzione è un semaforo la scarto e passo alla successiva, finché la risposta sarà: è una rotonda.
Cosa differisce la soluzione semaforo dalla soluzione rotonda? 
La soluzione semaforo porta sì a raggiungere l'obiettivo, ma con costante ed enorme utilizzo di energia. Occorre fare manutenzione periodica, che a volte costa di più del beneficio.
Al contrario, la soluzione rotonda, risolve il problema alla base e non necessita di manutenzione, se non di quella ordinaria.Il traffico fluisce da sé senza alcun aggiustamento o ritaratura e diminuiscono gli incidenti.
Con la soluzione rotonda approdi a soluzioni sistemiche e ti abitui a pensare per grandi sistemi e non per piccoli intervalli di essi.
Ad esempio, se devi studiare per superare un esame universitario, poniti la domanda:il mio metodo di studio di questa materia è un semaforo o una rotonda? Se la risposta è rotonda, allora devi cambiare metodo. Passi troppe ore a rileggere ciò che hai letto? Passi troppo tempo a mandare a memoria tutto? Dopo dieci giorni hai dimenticato tutto? Allora sei nella soluzione semaforo. Hai bisogno di ripetere giornalmente delle azioni per poter studiare o ricordare i concetti fondamentali. 
Per passare ad una soluzione rotonda devi applicarti e cambiare metodo, forse troveresti interessante apprendere come leggere più velocemente o come memorizzare un elenco di punti tramite associazione. 
Io ho capito che i professori all'esame chiedono quello che insegnano a lezione, né più ne meno. Se poi utilizzi le stesse parole e gli stessi esempi hai fatto bingo. Così dallo studiare interi libri e sottolineare piccole note (soluzione semaforo), sono passato ad ascoltare con attenzione le lezioni, annotare gli esempi e individuare delle parole chiave. Qual è il sistema dietro questa soluzione? I professori sanno ciò che insegnano, siamo noi che diamo più importanza alla loro posizione e pensiamo di dover conoscere i dettagli. Ripeto, loro sanno ciò che insegnano, né più, né meno.
Nell'ebook Aikido Mentale scopri un metodo per affrontare le difficoltà della vita, ma soprattutto per individuare le migliori risposte ad esse.

mercoledì 19 giugno 2013

Come ottenere risultati seguendo i principi naturali


Puoi ottenere dei risultati sia seguendo la strada dell’apparenza, sia quella della sostanza. Oggi tendiamo a divinizzare i personaggi pubblici: attori, cantanti, calciatori. Tutti bravi, belli e ricchi. Per accorgerci poi che sono esseri umani, con debolezze e paure, e né la fama, né la ricchezza riescono a riempire quel senso di vuoto che si prova quando viviamo lontani dall’essenza dei principi naturali. Come spiegarci diversamente tanti suicidi di persone famose?
La ricchezza, la notorietà e il potere possono aiutarci nel condurre una vita felice, ma non possono in nessun caso sostituirsi ai principi naturali.
I principi infondono forza d’animo e fiducia, sono una guida nel cammino della nostra vita. L’ebook “Fare Carriera in 7 Giorni” è ricco di tecniche e consigli pratici su come comportarti, sulle capacità che devi acquisire e sulle credenze che devi sviluppare. Tutto l’ebook è imperniato su due principi naturali: quello della crescita e quello del potenziale.
Vi sono delle regole base decise dalla natura che non possiamo infrangere. Per raccogliere un frutto il contadino deve preparare il terreno, piantare il seme, annaffiare e potare, poi quando la pianta è pronta, raccogliere i frutti del suo lavoro. Può, a suo aiuto, utilizzare nuove tecnologie, allestire una serra, ma il processo di crescita non può saltarlo. Un bimbo di dieci anni non può assumere l‚incarico di guidare un’azienda complessa. Può essere intelligente, capace, ma non può assumersi una tale responsabilità.
Ogni dieci anni raddoppiamo il nostro sapere e il processo di crescita culturale richiede più tempo e specializzazione. Tra lauree, master e specializzazioni, i ragazzi si immettono nel mondo lavorativo all’età di trentanni.Il principio della crescita deve accompagnarti per tutta la vita. Non devi mai pensare di essere arrivato, di non poter più apprendere nulla, di non poter cambiare idea.
Il principio della crescita è dinamico: quando pensi di aver capito, scopri nuovi scenari da esplorare, nuove vie da percorrere.
Strettamente connesso a questo principio c’è quello del potenziale. Intimamente sappiamo che possiamo crescere e sviluppare le nostre attitudini. Sappiamo di poter migliorare ed esprimerci così al meglio. Il raggiungimento di un obiettivo sviluppa un più alto limite di potenziale. Questo vale sia per singoli individui che per intere nazioni. Il progresso, che oggi viviamo, affonda le radici nel potenziale lasciatoci in eredità dai nostri genitori; noi lasceremo ai nostri figli un potenziale superiore.
Cercare di eludere i tempi per la crescita ti porta a farti carico di incombenze che non avevi previsto e quindi a perdere ulteriore tempo prezioso. Quando pianifichi una crescita, che sia personale o professionale, poni molta attenzione ai tempi previsti.
Le scorciatoie possono portarti al successo prima del previsto ma sicuramente ti faranno cadere anche prima del previsto. Ho visto tantissime persone fare carriera velocemente per poi precipitare ai primi segni di difficoltà. La loro crescita era stata troppo veloce e non avevano ancora costruito bene le basi del loro lavoro.

giovedì 13 giugno 2013

Intelligenza spirituale: una guida per tutte le altre intelligenze umane.

L'intelligenza spirituale è la più importante tra le intelligenze umane perchè è quella che indica la direzione a tutte le altre. 

L'intelligenza spirituale aiuta a selezionare le cose che nella vita contano realmente. Ci rende capaci di capire che siamo parte di un progetto più ampio.

E' una caratteristica unica del genere umano, è strettamente legata al nostro desiderio di trovare un significato, una priorità, un senso a tutto ciò che occupa un posto importante nella nostra mente umana.  

I sogni, i desideri, le opportunità, i valori, i principi, la fede, sono tutti figli della nostra intelligenza spirituale.

I grandi uomini di oggi e del passato hanno sviluppato un'intelligenza spirituale superiore, oltrepassano la lorointelligenza emotiva, si allontanano dalla quotidianità materialistica per approdare ad una dimensione più completa, più creativa, più potente e più saggia.

Esempi come Gandi e Madre Teresa di Calcutta sono ancora vivi nella nostra memoria. Il primo ci ha insegnato la strategia della non violenza, mentre la seconda curava i malati con una fede incrollabile.




lunedì 10 giugno 2013

Come individuare e allontanare i killer psicologici...


Per mantenere in ordine un giardino devi estirpare le erbacce. E’ una lotta continua, più erbacce estirpi, più ne crescono. Sbucano fuori dal nulla, bastano pochi giorni e eccole lì pronte ad aggredire le piante ornamentali e l’erbetta.
Come in un giardino, anche nella nostra mente nascono nuove erbaccei cosiddetti pensieri limitanti, che inibiscono le nostre azioni e depotenziano la nostra motivazione. Nel mio ebooket “Motivazione, la chiave per il successo”, spiego come superare questi ostacoli autoimposti.

Scopri le motivazioni potenzianti
Ai nostri pensieri limitanti si aggiungono quelli che io chiamo i killer psicologici, persone che scavalcano lo steccato del nostro giardino e piantano i semi delle erbacce. Alcuni lo fanno senza esserne consapevoli, mentre altri sono dei killer patentati, dei veri cecchini armati di fucile di precisione e cannocchiale a infrarossi. Ogni giorno sono in azione per ammazzare speranze e desideri.
Il nostro vivere quotidiano è pieno di tentativi di assassinio psicologico, camuffati in buoni consigli di vita. Ti è mai capitato di essere euforico per una nuova storia d’amore? Quanti ti hanno dato la loro benedizione e quanti ti hanno consigliato di andarci piano? A me dissero: “Non vale la pena innamorarsi, guarda me, ho fatto tanti sacrifici per poi trovarmi qui solo e divorziato; goditi la vita finché puoi”. Per fortuna non ho dato seguito a quel consiglio, amare una persona penso sia la cosa più bella che possa capitare nella vita. La persona che mi disse quelle parole mi intenerì, nella sua vita aveva avuto un’esperienza negativa e a modo suo cercava di proteggermi da una futura delusione. Aveva creato una convinzione innamoramento=abbandono. Questa convinzione voleva inculcarla anche a me, voleva inconsciamente avvertirmi, ma a sua insaputa si era trasformato in un killer psicologico e mi aveva bombardato con le sue credenze.
Anche i nostri genitori, i nostri partners, i nostri insegnanti, i nostri amici, involontariamente si armano e sparano contro di noi i loro insuccessi.
Veniamo ora ai professionisti del settore, ai cecchini infallibili. A differenza delle persone che ci stanno vicini e che ci sono care, questi vanno individuati e allontanati il prima possibile. Se gli consenti di entrare nella tua vita, presto ti toglieranno la linfa vitale. Minano alla base la nostra autostima.
Come riconoscerli?
Innanzi tutto sono persone superficiali, parlano del più e del meno come se fossero i più grandi esperti del mondo! Sono dei veri scienziati della negazione. Utilizzano questo linguaggio: “Questo progetto è un’utopia”, “Non ce la farai mai”, “Con questa crisi vuoi aprirti un’attività tutta tua?” ecc.
Come allontanarli?
Il problema vero sta nel fatto che non sanno nemmeno ciò che dicono. Per smascherarli e allontanarli occorre utilizzare il modello della precisione. Dobbiamo essere specifici e andare in profondità. Poniamo loro domande specifiche e pretendiamo delle risposte valide, non vaghe, qualunquiste.
Ad esempio se mentre spieghiamo un nostro progetto un killer ci dice: “Non illuderti, se non hai i soldi non puoi fare nulla” ribattiamo: “Per chi è vera questa osservazione? Hai fatto degli studi in merito? Quali sono le fonti a cui fai riferimento?”
Scopri il metodo Aikido Mentale
Ora vediamo le cose come stanno, andiamo a capire se chi ha realizzato i suoi progetti è sempre partito con i soldi.Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, iniziò la sua attività come apprendista incisore in una fabbrica. Secondo la rivista Forbes è il secondo uomo più ricco d’Italia e nel mondo occupa la cinquantanovesima posizione. Quanta strada ha fatto quest’uomo dall’orfanotrofio Martinitt di Milano! Lui da piccolo non aveva soldi, nessuno gli ha regalato nulla!
Anche tu pensi che per fare strada occorra possedere tanti soldi?
Gli uomini più ricchi del mondo sono quasi tutti partiti dal nulla. Pensa a Bill Gates, fondatore della Microsoft, la cui sede iniziale fu il garage di casa sua; a Larry Ellison che non conobbe mai il  padre e ha fondato la Oracle; a Karl Albrecht, l’uomo più ricco della Germania, che era figlio di un minatore; ad Amancio Ortega Gaona che iniziò a lavorare a 14 anni prima di fondare la catena internazionale di negozi Zara.
Tutti grandi personaggi che sono accomunati da un’unica cosa: hanno sprigionato il loro talento e allontanato i killer psicologici!


lunedì 3 giugno 2013

La differenza tra Paradiso e Inferno...

Un’antica leggenda giapponese narra di un samurai che chiese a un maestro zen di spiegargli i concetti di paradiso e inferno. Il monaco, rispose con disprezzo: «Sei rozzo e villano e non perdo tempo con gente come te!» 

Sentendosi ferito nell’onore, il samurai s’infuriò, sguainò la spada e urlò: «Potrei ucciderti per la tua impertinenza». «Ecco» rispose con calma il monaco «questo è l’inferno». 

Il samurai riconobbe che il maestro diceva la verità sull’emozione di collera che lo aveva travolto; colpito da una mossa inattesa, si inchinò ringraziando il monaco per la lezione ricevuta. «Ecco» disse allora il maestro «questo è il paradiso».

L’improvvisa consapevolezza del samurai sul proprio stato di agitazione emotiva mostra quanto sia importante capire la differenza tra l’essere schiavi di un’emozione e il divenire consapevoli del fatto che essa ci sta travolgendo.

Trascinati dal vortice emotivo, crediamo che le nostre emozioni siano ovvie, assolute e indiscutibili, ma se ci pensiamo un attimo e ci poniamo al centro del vortice emotivo, possiamo arginarne la forza e addirittura indirizzarla in una direzione per noi potenziante. Quante volte sei stato travolto da emozioni che ti hanno portato ad agire in un determinato modo e solo dopo molto tempo hai capito di aver commesso un errore?

Con l’aikido mentale imparerai a riflettere sull’emozione nello stesso momento in cui monta. Imparerai a prendere consapevolezza dei tuoi stati interiori pochi secondi dopo che essi prendono vita.

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